PIANTE GRASSE
 

MAMMILLARIA KEWENSIS
Luogo di origine: Questa specie, già descritta da Salm-Dyck nel 1850 come da lui coltivata, era stata inviata per prima a Kew (da cui il nome specifico) senza indicazione della località di origine, ma è stato accertato che proviene dall'altopiano centrale del Messico.
Descrizione: Fusto sferico che diviene in seguito cilindrico, alto circa 12 cm e con 9 cm di diametro, verde scuro. I tibercoli sono conici, corti ma larghi alla base dove appare una lanugine bianca e arricciata, persistente, mentre le areole apicali, lanose da giovani, divengono in seguito nude. Le spine sono tutte radiali, in numero di 4-6 disposte a stella o ricurve; quelle superiori sono lunghe 6-12 mm, la più bassa è lunga fino a 3 cm, grossa e acuminata; il loro colore con il tempo, passa dal bruno rossastro al bruno-nero, quindi diviene più chiaro. I fiori, imbutiformi, sono lunghi circa 1,5 cm, con i segmenti del perianzio acuminati, rosa purpureo scuro, particolarmente nel centro. Il frutto, verdastro, può divenire più o meno rosato ed è lungo 2 cm. I semi sono bruni. Ve n'è una varietà albispina, più conosciuta in linguaggio articolo come spectabilis, con spine bianche.
Coltivazione: Lenta di crescita, tollera il fraddo ma non il gelo, e inoltre, come tutte le specie con l'epidermide non protetta dalle spine, è soggetta a scottature se da un riparo invernale viene esposta al sole senza gradualità. La propagazione è per seme.

 


MAMMILLARIA MICROCARPA

Luogo di origine: Il suo areale si estende a cavallo del confine tra gli Stati Uniti e il Messico, comprendendo da un lato gli stati del Texas e dell'Arizzona, dall'altro quelli di Chihuahua e Sonora.
Descrizione: La pianta è piuttosto piccola, dato che in coltivazione non raggiunge i 10 cm di altezza, benchè in natura possa giungere a 16 cm. Il fusto, di 6 cm di diametro al massimo, è per lo più solitario, benchè talvolta possa accestire; verde grigiastro scuro, con piccoli tubercoli conici o leggermente ovali dalle ascelle prive di peli o setole, è completamente ricoperto dalle spine radiali, che si dipartono da ogni areola incrociando le altre, lunghe da 1/2 cm a più di 1 cm. Esse sono sottili, bianche o gialle con la punta bruna, e sono generalmente 20-30. Le spine centrali sono singole oppure 3-4, nel qual caso le superiori sono ravvicinate tra di loro e quella inferiore è uncinata: il loro colore inizialmente rosso, diviene col tempo bruno-nero, e la loro lunghezza raggiunge quasi i 2 cm. I fiori, rosa con una linea mediana più scura, hanno circa 4 cm di diametro. ve ne sono alcune varietà locali dell'Arizzona con spine centrali giallo oro oppure con spine brune e tutte uncinate.
Coltivazione: La propagazione è da seme e la crescita è lentissima, la pianta è perciò spesso innestata, anche per ottenere una migliore fioritura.

 


MELOCACTUS BAHIENSIS

Etimologia: Il nome del genere, usato per primo da Tournefort, deriva dal latino melo (abbreviazione di melopepo, termine usato da Plinio il Vecchio per il melone) e da cactus, per cefalio rotondo o cilindrico.
Luogo di origine: Brasile, nello stato di Bahia.
Descrizione: Fusto prima sferico, più tardi, da adulto, più o meno allungato, alto 10 cm e più alto di 15 cm circa, verde scuro. Le costolature sono 10-12, larghe alla base 2,5 cm, acute e rilevate; ognuna ha 6-7 areole biancastre con 7-10 spine radiali lunghe 2,5 cm e 4 spine centrali che sono circa 1 cm più lunghe. Tutte le spine sono brune. Il cefalio non è molto alto e ha molte setole brune o rossastre; su di esso nascono i fiori rosa che daranno luogo ai frutticini rossi e oblunghi, di 1,5 cm. Questa specie è una di quelle in cui può verificarsi con l'età una divisione del cefalio. Talvolta attraverso di esso possono prodursi nuovi getti che a loro volta svilupperanno un nuovo cefalio, ma l'evento è assai raro in coltivazione.
Coltivazione: Molto sensibile all'umidità stagnante e attaccato facilmente dai marciumi. La propagazione è da seme, di crescita lentissima, eventualmente affrettata dall'innesto. La temperatura invernale non dovrebbe mai scendere sotto i 15-18 °C, mentre in estate preferisce il pieno sole.

 


OPUNTIA MICRODASYS (varietà ALBISPINA)

Luogo di origine: Messico settentrionale, parzialmente fino agli stati di Zacatecas e Hidalgo, nel centro.
Descrizione: Il nome della specie viene dal greco mikros, piccolo, e dasys, irsuto, e in verità, piccoli come sono, i glochidi sono particolarmente fastidiosi, attaccandosi ovunque. A dispetto di ciò, per le sue ridotte proporzioni e le sue pale in miniatura , sia la specie che la varietà sono vecchie favorite in coltivazione. La pianta forma cespugli alti circa 60 cm, densi e molt ramificati, con articoli del tutto ovali o leggermente allungati lunghi al massimo 10-15 cm, con areole densamente ricoperte di glochidi gialli, più chiari sulla nuova crescita, più scuri in seguito. Le spine sono del tutto assenti e l'epidermide ha dei riflessi vellutati. I fiori, che appaiono numerosi su piante di una certa età e grandezza, sono lunghi 4-5 cm, con segmenti del perianzio giallo puro, che prima di appassire divengono giallo arancio. Il frutto, quasi rotondo, è rosso violaceo. La varietà albispina ha i glochidi bianchi, altrettanto numerosi all'inizio, ma poi diradantesi, e i fiori giallo pallido; ve n'è una forma minima con articoli verde chiaro di proporzioni ridottissime.
Coltivazione: Come in tutto il sottogenere, la propagazione è facilissima, per pala distaccata e posta a giacere su sabbia o terriccio quasi asciutti. La pianta non tollera il freddo forte.

 


OPUNTIA SUBULATA

Luogo di origine: Perù meridionale. Inizialmente fu creduta nativa del Cile perchè la prima descrizione fu fatta su piante che crescevano a Valparaiso, ma queste erano certo coltivate: infatti la specie non è stata mai trovata allo stato selvatico in Cile.
Descrizione: Pianta rigida e arbustiva che in natura raggiunge i 4 m di altezza, con fusto principale di 6-10 cm di diametro che ramifica con articoli cilindrici laterali, di 6 cm di diametro, diretti verso l'alto. Fusto e rami sono verdi, con tubercoli lunghi, rilevati in alto, appiattiti verso il basso, che quasi dispaiono con l'invecchiamento, allorchè l'epidermide suberifica divenendo bruna. Le areole, bianche e feltrose, compaiono all'apice dei tubercoli e sotto di esse nascono le foglie cilindriche, assottigliate in punta, ricurve, persistenti anche per più di un anno. Le spine sono 1-2 o più, lunghe fino a 8 cm, giallo chiaro o bruno chiaro, forti e dritte. I glochidi sono pochi. I fiori nascono verso l'estremità degli articoli e hanno i segmenti esterni del perianzio piccoli, rossastri, lunghi da 1/2 cm a 1 cm circa; quelli interni sono più grandi, arancione o rosso arancio. Il frutto è verde e oblungo, lungo circa 10 cm, fortemente umbilicato; persiste a lungo sulla pianta e dalle sue areole possono nascere nuove piante quando cade a terra.
Coltivazione: La propagazione è per talea.