PIANTE GRASSE
 

ACANTHOCALYCIUM KLIMPELIANUM
Etimologia: Il nome deriva dal greco àkantha, spina, e càlyx, calice, perchè le scaglie sul tubo e sull'ovario sono modificate in spine.
Luogo d'origine: Argentina centrale, sulla Sierra de Cordoba, nella provincia omonima, nelle vicinanze del capoluogo.
Descrizione: Questa specie era stata posta da Berger fra le Lobivia, e fu quindi passata al genere Echinopsis finchè Backeberg non la incluse nel genere attuale. Il fusto è globulare, depresso o appiattito all'apice, verde scuro e di circa 10 cm di diametro. Le costolature sono circa 19 sulle piante adulte, dritte e tubercolate, con areole ellittiche e feltrose, con feltro giallo-bruno, ma con l'invecchiamento divengono quasi glabre. Dalle areole nascono 6-8 spine radiali, a volte di più, disuguali, dritte o appena ricurve, grosse, coniche e rigide. Le spine centrali sono di solito 2-3, ma ve ne può essere anche una sola; la più bassa è più lunga di tutte le altre ed è diretta verso il basso, raggiungendo anche più di 4 cm di lunghezza. Tutte sono inizialmente brune, poi bruno più chiaro e infine grigiastre. I fiori sono lunghi 3-4 cm, e il tubo ha un piccolo anello lanoso alla base, peculiare a tutto il genere; i segmenti del perianzio sono bianchi.
Coltivazione: La pianta richiede pieno sole, ma non tollera i freddi intensi. La propagazione è per seme o per pollone.

 


ASTROPHYTUM MYRIOSTIGMA

Luogo d'origine: Messico, sull'altopiano centrosettentrionale
Descrizione: Il genere, stabilito da Lamaire nel 1839, comprende poche specie conosciute a lungo come Echinocactus, e questa, che nei paesi anglosassoni e garmanici è detta " berretta del vescovo" a causa delle 5 costolature rilevate, è una delle più diffuse in coltura e ve ne sono diverse varietà. La specie tipo ha il fusto globulare, depresso all'apice, cilindrico da adulto, verde, ma densamente ricoperto da minutissime scagliosità bianche che lo fanno apparire bianco grigiastro. Le costolature sono cinque, ben rilevate e acute. Le areole su di esse sono molto ravvicinate, benchè vi siano delle forme in cui sono distanziate e molto piccole; completamente inermi, sono generalmente ricoperte di peli lanosi più o meno brunastri. I fiori gialli hanno circa 6 cm di diametro. Ne esiste una varietà quadricostatum, con sole quattro costolature, e una , considerata a volte come una sottospecie, Astrophytum myriostigma potosinum, originaria di San Luis Potosì, dal fusto grigio-verde o del tutto verde, senza quasi traccia di scaglie, che in orticoltura è detta Astrophytum myriostigma nudum.
Coltivazione: Non emette polloni, la propagazione dovrebbe essere da seme, ma se si taglia la parte superiore delle vecchie piante, nuovi getti appaiono al taglio. Resiste al freddo, purchè non sia persistente; richiede pieno sole e terriccio molto ben drenato.

 


BROWNINGIA HERTLINGIANA

Luogo d'origine: Perù, nella valle ndel Rio Mantaro, a nord-est di Lima, fra la Cordigliera Occidentale e quella Orientale.
Descrizione: Il colore del fusto colonnare è azzurro brillante, e infatti Backeberg aveva preso la specie come tipo del suo genere Azureocereus, oggi abolito. Alto fino a 8 m e con 30 cm di diametro, ramificante, il fusto ha circa 18 costolature ingrossate intorno alle areole e, più tardi, tubercolate, con una depressione a cuneo fra un tubercolo e l'altro. Le areole delle nuove vegetazioni hanno circa 4 spine radiali e 1-3 più lunghe, che possono arrivare fino a 8 cm, più o meno centrali, tutte gialle con la parte superiore bruna o con soltanto la base gialla; nelle parti più vecchie il numero delle spine cresce fino a 30, tutte circa della stessa lunghezza e più flessibili di quelle delle areole apicali. Naturalmente, la transizione non è netta, quindi il numero di spine è variabile. I fiori hanno un tubo più o meno ricurvo, di 5 cm di diametro, bruno violaceo, scaglioso, e i segmenti del perianzio bianchi, leggermente obliqui. La fioritura è notturna.
Coltivazione: La specie è rara in coltivazione, se se ne accettuano le grandi collezioni, benchè piccoli esemplari siano ugualmente attraenti per il loro colore poco usuale. La propagazione è per talea di ramo; il seme è difficilmente ottenibile.

 


CORYPHANTHA ANDREAE

Etimologia: il nome deriva dal greco koryphé, sommità, e ànthos, fiore, perchè i fiori nascono all'apice della pianta.
Luogo di origine: Messico centrale, nello stato di Vera Cruz, presso Perote, fra le montagne fra i 2500-4000 m.
Descrizione: fusto sferico che diviene leggermente cilindrico, di circa 9 cm di diametro e con l'apice depresso e fortemente lanoso. I tubercoli, disposto in spirali poco numerose, sono grossi, rotondeggianti, succulenti rilevati per circa 2 cm con un diametro di 2,5 cm, con un profondo solco feltroso che prolunga le areole ellittiche nella parte superiore; anche la base dei tubercoli è molto feltrosa allo stadio giovanile, ma nella parte più vecchia le feltrosità scompaiono lasciando i tubercoli glabri. Nelle piante adulte le spine radiali possono essere 10, lunghe circa 1 cm, grigio-giallastre con punta bruna, coniche, irraggiate e spesso ricurve verso l'interno; le spine centrali sono 5-7, dello stesso colore dalle radiali, ma più grosse e acute, fortemente ricurve sul tubercolo, e quella inferiore, diretta in basso, può essere lunga anche 2,5 cm. I fiori sono grandi, con un diametro di 5-6 cm quando i numerosi segmenti sottili, lineari, giallo chiaro, sono completamente espansi.
Coltivazione: Di facile coltura, tollera temperature basse, soprattutto se sporadiche; è bene anche limitare le ore di sole estivo. La propagazione è generalmente per seme.

 


ECHINOCACTUS GRUSONI

Etimologia: Il nome deriva dal greco echinos, porcospino, unito a cactus, a causa delle spine numerose e forti addensate sulle areole. Questo genere stabilito nel 1827 da Link e Otto, giunse, nella monografia di K. Schumann del 1898, a comprendere 138 specie, e benchè la maggior parte sia stat scissa e il genere abbia oggi solo circa 9 specie, molte volte il nome è ancora usato come sinonimo per piante che non vi appartengono più.
Luogo di origine: Messico centrale, dallo stato di San Luis Potosi a quello di Hidalgo.
Descrizione: Questa pianta globulare, ma appiattita all'apice dove si addensano le spine, è conosciuta dagli anglosassoni come "barile dorato", mentre da noi è spesso detta ironicamente "poltrona della suocera". Di lentissima crescita, il fusto raggiunge con l'età 80 cm di diametro e 1 m di altezza, con quasi 30 costole acute. Le areole hanno lanugine giallastra che più tardi diviene grigia, 8-10 spine radiali di 3 cm circa e 3-5 spine centrali lunghe anche 5 cm. le spine , dapprima giallo oro, divengono poi biancastre. I fiori, piccoli, brunastri, gialli all'interno, appaiono a corona intorno all'apice.
Coltivazione: Solo le vecchie piante emettono polloni, e la propagazione è per lo più da seme; la pianta raggiunge un diametro di 10 cm in circa 4 anni. Facile a scottature, è meglio ripararla nelle ore di sole più calde se coltivata in vaso.